MONTECHIARUGOLO

Orari di apertura al pubblico

Mar-Nov: Domenica e festivi 10 -12 e 15-18.
Mar-Mag: anche sabato pom. ore 15-18.

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Nato come un avamposto militare della famiglia Sanvitale il feudo di Motechiarugolo fa risalire le sue origini all’inizio del XIV secolo. Le fonti documentarie certificano che nel 1313 Giovannino Sanvitale, insieme ad altri feudatari, si ribella alla guelfa signoria di Parma, passando a sostenere la fazione ghibellina.

E’ così che una sostanziosa armata capeggiata da Gilberto da Correggio, signore di Parma, si mette in marcia alla volta di Montechiarugolo, ponendo l’assedio e conquistando il fortilizio.

Finita la signoria dei da Correggio a Parma arrivano i Rossi che la consegnano al papato.

Dopo alterne vicende nel 1348 la città di Parma viene a cadere sotto l’influenza dei Visconti di Milano, le sorti si legano così al casato visconteo per circa duecento anni. Nel 1371 sono gli stessi Visconti che alla ricerca di un avamposto militare verso Reggio arrivano a Montechiarugolo. Il Duca di Milano Gian Maria Visconti, per suggerimento di Ottobono Terzi capitano dell’esercito milanese, dona il feudo di Montechiarugolo insieme a quello di Guastalla a Guido Torelli, uno dei migliori condottieri dell’armata viscontea.

La considerazione goduta dal Torelli presso la corte milanese è altresì certificata dal suo matrimonio con Orsina Visconti, cugina dei duchi lombardi.

L’atto di infeudazione data al 3 ottobre 1406 e proprio a Guido, primo vero signore di Motechiarugolo, si deve la trasformazione della fortezza trecentesca in quella che lo storico cinquecentesco Bonaventura Angeli definisce come “una rocca per quei tempi reputata fortissima e inespugnabile fabbrica”.

I successori di Guido Torelli

Alla morte di Guido Torelli nel 1449 i figli Cristoforo e Pietro Guido si spartiscono i territori paterni e da questo momento in poi si separa per sempre il destino del feudo di Montechiarugolo, acquisito da Cristoforo da quello di Guastalla rimasto al fratello Pietro Guido.
I figli di Cristoforo sono tutti uomini d’arme e tra di essi si distingue soprattutto Marsilio che ha con Milano un rapporto continuo e privilegiato: attestato anche dal matrimonio del figlio di Marsilio, Francesco, con Damigella Trivulzio.
Nel conflitto che dal 1499 vede contrapposti Luigi II di Francia e Ludovico il Moro il feudo di Montechiarugolo per tradizione legato alla dinastia milanese subisce quello che può essere definito il suo maggiore assedio. Il 1° giugno del 1500 il castello fu rovinosamente bombardato e saccheggiato e così pure il borgo.
Nel 1512 Parma passa definitivamente sotto l’influenza del Papato e Paolo III, Alessandro Farnese, crea per il figlio Pier Luigi il Ducato di Parma e Piacenza.

Pomponio Torelli

Nel 1539 nasce da Adriano e Beatrice, figlia di Pico della Mirandola, Pomponio  Torelli che a differenza degli antenati non sarà un uomo d’armi, ma si dedicherà con passione agli studi umanistici, anche grazie all’influenza della colta madre. Diventa infatti presto uno stimato letterato e scrive tragedie di matrice classica (La Merope, Il Tancredi, La Galatea, La Vittoria e Il Polidoro), poesie e rime amorose. Nel 1583 assume il ruolo di precettore di Ranuccio, figlio di Alessandro Farnese e questo naturalmente aumenta la considerazione della famiglia Torelli presso la corte ducale. Gli anni della signoria di Pomponio sono quelli che maggiormente caratterizzano il l’aspetto attuale del castello nel suo impianto decorativo e di residenza gentilizia.