MONTECHIARUGOLO

Orari di apertura al pubblico

Mar-Nov: Domenica e festivi 10 -12 e 15-18.
Mar-Mag: anche sabato pom. ore 15-18.

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La “congiura dei feudatari” e la fine della signoria dei Torelli

Nel 1608  muore Pomponio e dopo pochi anni ha termine anche la signoria dei Torelli su Montechiarugolo, ne è causa quella che va sotto il nome di “congiura dei feudatari”. Già dal 1606 il duca di Parma Ranuccio aveva privato la nobiltà parmigiana di alcuni importanti privilegi, ma nella primavera del 1611 si scatena una vera e propria caccia alle streghe che coinvolge tutti i più importanti feudatari della provincia di Parma. L’ipotesi della congiura si basa su una testimonianza estorta con la tortura a un servitore di Alfonso Sanvitale, signore di Fontanellato,che ammette una presunta congiura ai danni del duca da parte dei feudatari del contado.
Le indagini portano all’arresto di altri Sanvitale e vari nobili, fra i quali Barbara Sanseverino e il marito Orazio Simonetta, e anche Pio Torelli, figlio di Pomponio, che tanta considerazione aveva avuto presso la corte ducale. Sottomessi a crudeli torture i prigionieri ammettono la colpa: si erano accordati per uccidere il duca e la sua famiglia durante una funzione religiosa o mentre i signori erano in vacanza fuori città. Dagli atti stessi c’è da farsi l’opinione che si trattasse di una montatura, ben orchestrata se non proprio inventata da Ranuccio Farnese, per mettere le mani sui feudi degli incriminati. Il 4 maggio 1612 il giudice Filiberto Piosasco, severissimo inquisitore della causa, pronuncia la sentenza di colpevolezza per tutti gli imputati, colpevoli di lesa maestà, quindi condannati alla confisca dei beni, e a essere decapitati e appesi squartati. Il duca conferma la sentenza di morte.
Decapitato il conte Pio Torelli il castello è espropriato e affidato a un presidio militare.